#childrennotsoldier

Proprio in questi giorni di Carnevale in cui offriamo ai nostri bambini momenti di evasione, svago e divertimento si ricorda una ricorrenza triste che ci sottolinea che il nostro mondo non ha ancora imparato a proteggere l'infanzia!

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’USO DEI BAMBINI SOLDATO

DON BOSCO E’ QUI, i suoi figli e figlie aiutano i ragazzi – soldato a sognare ancora una vita nuova!

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

I bambini e...

"Nell'esercito avevo tutto quello che volevo: ragazze, tabacco, alcol...". È la testimonianza di un ragazzo congolese 14enne, che attualmente si trova in un centro salesiano per il reinserimento nella società civile. Si è lasciato alle spalle l'orrore delle armi. Ma ci sono ancora 300.000 bambini che non hanno avuto la fortuna di essere liberati. Come riporta un Comunicato Stampa diffuso dalla Procura Missionaria Salesiana di Madrid.

Per le Nazioni Unite è un bambino soldato ciascuna persona sotto i 18 anni che fa parte di qualsiasi tipo di forze armate, regolari o irregolari, con qualsivoglia mansione. Non si sta parlando, perciò, solo di bambini che brandiscono armi, ma anche di cuochi, facchini, messaggeri e di ragazze reclutate per fini sessuali. Quando sorge un conflitto i minori sono una facile risorsa, "una forza militare molto economica e obbediente, non pensano alle conseguenze delle loro azioni in guerra, mangiano meno e sono facili da sostituire", come spiega uno dei salesiani del centro Don Bosco di Goma Ngangi. Sono circa 36.000 i bambini soldato liberati nella Repubblica Democratica del Congo negli ultimi dieci anni. L'Opera "Don Bosco" di Goma è in prima linea nelle operazioni di assistenza ai piccoli ex bambini soldato. Nel mezzo della guerra, delle violazioni e della miseria, questo centro ha accolto, educato, curato e nutrito circa 26.000 ragazzi.

SRI LANKA

... le bambine soldato

Circa il 40% dei minori impegnati nei conflitti sono di sesso femminile. Eppure delle bambine e delle ragazze soldato non si parla quasi mai. Vittime, come e forse più dei loro coetanei maschi, necessitano di cure e sostegno anche una volta terminati i conflitti. In Sri Lanka, le Figlie di Maria Ausiliatrice si occupano di loro.

La vita delle bambine soldato è molto dura e il loro ruolo è molteplice. Piccolissime, appena catturate, fanno le sguattere per i soldati, cucinano, raccolgono le provviste e una volta nella pubertà, sono costrette a sposare il capo dei guerriglieri. Altre vengono schiavizzate dai soldati che abusano di loro e altre ancora ricoprono un ruolo attivo nella guerriglia combattendo, facendo le spie e diventando informatrici.

I problemi per queste giovani donne non terminano con la fine della guerra, perché, una volta tornate nei loro villaggi, spesso con figli al seguito, vengono escluse dalle stesse famiglie e continuano a risentire dei disagi psicologici e fisici maturati nei conflitti.

Nello Sri Lanka dilaniato da una guerra civile durata 25 anni, gli scontri, iniziati nel 1983 e terminati nel 2009, hanno generato oltre 280.000 rifugiati di guerra, in maggioranza giovani. "Una volta finito il conflitto - racconta suor Maryann Fernando direttrice della casa Maria Ausiliatrice a Negombo nel sud dello Sri Lanka - il governo cercava disperatamente qualche organismo non governativo che li riabilitasse, prendendosene cura. Punitha Nayagam, avvocato leader di Vavuniya, e il suo amico Alexander magistrato giudice, hanno contattato i dirigenti ecclesiastici chiedendo loro di aprire una casa, affinché i ragazzi orfani di guerra venissero presi in carico e riabilitati. E noi abbiamo accettato".

A Vavuniya, città spesso teatro di scontri tra governo e Tigri Tamil, le Figlie di Maria Ausiliatrice gestiscono la "Casa per ragazze combattenti ed ex-soldati" che ospita 173 ragazze. Di queste, 77 frequentano tra il VI e il XIII corso e 80 sono orfane. La più giovane ha 3 anni ed è all'asilo. Una ragazza studia all'università, 20 seguono corsi professionali e 2 il corso di fisioterapia. Dieci, tra le maggiorenni, lavorano.

"Il rendimento scolastico delle ragazze risente molto delle conseguenze della guerra e per tutte loro c'è un sistema di tutor. I traumi subiti durante la guerra hanno lasciato segni indelebili: molte soffrono di disagi psichici legati alla depressione. Altre hanno ferite da guerra mal curate, che si portano dietro da anni".

Le iniziative delle Figlie di Maria Ausiliatrice sono volte a sostenere la salute fisica e psichica, l'educazione e la formazione spirituale; sono inoltre attive collaborazioni con altre realtà non governative internazionali, quali Croce Rossa Internazionale, Unicef e World Food Program


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